Come organizzare gli spazi interni della casa per favorire la salubrità

Qual è il modo migliore per disporre gli spazi interni della casa secondo i principi scientifici della Psicologia dell’abitare?

La salubrità abitativa è composta da 7 elementi (li vedremo più in dettaglio nell’articolo). Tra questi vi sono l’arredamento e il lightining design, due aspetti che, se curati con le competenze necessarie, possono migliorare sensibilmente la salute e il benessere in casa.

Esempi di benefici perseguibili seguendo questo approccio?

Incremento della capacità di concentrazione (i tuoi figli studieranno meglio); possibile potenziamento dell’autostima legato all’abitare una casa bella; miglioramento delle relazioni; più armonia e facilità d’utilizzo degli ambienti e molto altro.

Insomma, la scienza ha fatto passi da gigante anche in ambito domestico. Conoscere queste informazioni può innalzare sensibilmente la tua qualità di vita.

Buona lettura!

Indice

Psicologia dell’abitare: cos’è, cosa dice e perché seguirne i criteri ti permetterà di avere una casa da sogno!

Gli stress factor in casa: cosa sono e perché non dovresti sottovalutarli

I 7 criteri della salubrità domestica

Disposizione degli spazi interni: ecco cosa tenere sott’occhio

Edifici salubri ad Altamura e Matera, dove trovarli

Psicologia dell’abitare: cos’è, cosa dice e perché seguirne i criteri ti permetterà di avere una casa da sogno!

Ti sei mai chiesto quanto incide la tua casa sul tuo benessere? E in particolare come e quanto il tuo stile di vita potrebbe migliorare anche già solo tramite una corretta disposizione degli spazi interni?

Si può dire che per la Psicologia dell’abitare queste siano le domande guida, cioè alla base degli studi scientifici che vengono condotti.

Ma cos’è esattamente la Psicologia dell’abitare? Di che cosa si occupa?

Si tratta di una neodisciplina che in Italia ha preso piede di recente e che si occupa di comprendere come realizzare la felicità in casa.

Discipline come l’interior design, l’architettura, la psicologia e le neuroscienze collaborano in un’ottica di ricerca interdisciplinare per giungere alle soluzioni di massima eccellenza nel campo dell’abitare.

Seguirne le indicazioni e scoperte significa uscire dal limbo dell’opinione e del gusto personale, per comprendere invece come il nostro cervello e il nostro corpo reagiscono agli spazi interni.

Vediamo allora cos’hanno scoperto finora gli esperti di questo prezioso ambito di ricerca!

Gli stress factor in casa: cosa sono e perché non dovresti sottovalutarli

Innanzitutto, negli spazi interni di una casa ci sono quelli che la Psicologia dell’abitare chiama “stress factor” (ne abbiamo fatto cenno nell’introduzione).

Di cosa si tratta?

In pratica sono degli elementi di varia natura (relativi ai materiali, all’illuminazione, all’organizzazione, etc.) che possono incidere in maniera più o meno grave sulla serenità degli abitanti.

Se una casa è costellata di stress factor mal gestiti, la tua percezione ne sarà costantemente sollecitata: l’armadio mal organizzato, la parete troppo sottile dalla quale passano rumori da stanza a stanza o dalla strada in casa, la luce troppo flebile che rende gli oggetti confusi e difficilmente individuabili.

Spesso nemmeno ce ne accorgiamo, perché in fondo si tratta di dettagli. Eppure, così come un vado d’acqua si riempie con tante piccole gocce, anche la tua mente a lungo andare può iniziare a soffrire pesantemente gli spazi interni.

I 7 principi della salubrità domestica

Come porvi rimedio?

Beh, come in ogni ambito umano, un primo passo necessario è quello di spazzare via le cattive abitudini alimentate da una forma di mancanza di conoscenza.

“Prima conosci, così potrai realmente scegliere” è più di un semplice detto: nei fatti, se non sei in possesso delle informazioni più corrette e aggiornate, la scelta compiuta sarà sempre e solo il frutto della casualità.

Nello specifico, per quanto riguarda una corretta disposizione degli spazi interni in casa, il primo criterio da adottare è quello della salubrità.

La salubrità non riguarda solo la pulizia degli ambienti piuttosto che la presenza di un corretto bilanciamento umidità/secchezza in casa.

In effetti, a dispetto di quello che si crede comunemente, una casa salubre deve rispettare 7 fattori:

  1. Aria pulita
  2. Acqua dolce
  3. Corretto arredamento
  4. Buona illuminazione
  5. Isolamento acustico
  6. Tecnologie che favoriscono comfort e sicurezza
  7. Presenza di design biofilico

Vediamoli brevemente uno ad uno così da avere una panoramica completa di cosa significhi avere una casa realmente salubre.

1, Aria pulita

Non solo il microclima (rapporto tra il tasso di umidità, secchezza e temperatura) deve essere corretto, ma occorre anche che in casa non vi sia dell’inquinamento indoor. Di che cosa si tratta? Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità è più pericoloso persino dell’inquinamento esterno, in quanto riguarda la presenza di inquinanti invisibili di tripla origine: chimici, fisici e biologici. Per venirne a casa occorrerebbe che la cartina della casa sia correttamente predisposta e favorisca la ventilazione naturale e l’illuminazione, inoltre anche corredata dell’impiantistica adeguata.

2. Acqua dolce

La presenza di un impianto per addolcire l’acqua può sensibilmente ridurre il calcare. Questo ha un impatto positivo sia sulla vita degli elettrodomestici che vanno ad acqua, sia su fattori legati alla bellezza e all’estetica: pelle e capelli più morbidi, stoviglie più brillanti e panni soffici.

3. Corretto arredamento

Il corretto arredamento prevede due cose: da un lato che il mobilio risponda realmente alle esigenze di chi l’abita, dall’altro che vi sia anche un rispetto dei gusti personali. Ci sono leggi dell’equilibrio cromatico, criteri di scelta dei materiali e altri aspetti inerenti l’interior design, che in effetti riguarda un campo di competenze molto ampio, frutto di studi approfonditi.

4. Buona illuminazione

Il lightining design per la casa, ovvero l’illuminotecnica degli spazi interni, è oggigiorno arrivato a un livello di eccellenza tale per cui è possibile creare dei sistemi di luce che si autoregola sia per intensità, sia per colore e temperatura. Certo, a colpo d’occhio si potrebbe anche pensare che si tratta di un lusso, ma essenzialmente superfluo, invece come vedremo più avanti le implicazioni sul benessere, sulla salute e anche sul risparmio energetico, sono molte.

5. Isolamento acustico

Alzi la mano chi non ha mai sentito i vicini litigare o faticato a dormire per via degli studenti della casa di sopra alle prese un’ennesima festa universitaria? Esatto: ci siamo passati praticamente tutti. Una casa correttamente insonorizzata protegge il sonno, i nervi e trasforma l’atmosfera in un oasi di relax.

6. Tecnologie che favoriscono comfort e sicurezza

Le cosiddette case SMART dotate di sistemi gestiti da Intelligenze Artificiali offrono oggigiorno più comfort e sicurezza. Sono sistemi che monitorano i consumi ottimizzandoli, supervisionano gli spazi interni così come anche i fattori legati alla sicurezza, o attivano la musica, piuttosto che le persiane o la macchina del caffé per rendere il tuo vissuto più gradevole.

7. Presenza di design biofilico

Secondo la Psicologia dell’abitare e i suoi studi condotti in ambito neuroscientifico, l’ausilio del design biofilico in casa è caldamente raccomandato. Di cosa si tratta? Semplice! Parliamo di elementi che richiamano alla natura. Fra poco, nel prossimo capitolo, portiamo degli esempi.

Disposizione degli spazi interni: ecco cosa tenere sott’occhio

Bene! Ora che ci siamo fatti un’idea più completa di quali elementi debba presentare una casa salubre, concentriamoci sui tre che c’entrano prettamente con l’argomento di questo articolo: come disporre gli spazi interni.

Abbiamo visto che dei 7 criteri di salubrità, alcuni sono direttamente correlabili al nostro discorso, altri indirettamente.

Per esempio la qualità dell’aria – che non sembrerebbe direttamente correlata – è influenzata anche dalla disposizione degli spazi interni.

Sai perché?

Se l’aria non circola correttamente perché trova degli ostacoli dati dalla disposizione, questo incide sulla sua qualità. Inoltre, anche la possibile presenza di mobili di una bassa qualità, che rilasciano microinquinanti pericolosi per la salute come la formaldeide, sono aspetti da non trascurare che riguardano la disposizione degli spazi interni.

Più intuitivo, invece, è che l’arredamento, l’illuminazione e il design biofilico possano effettivamente rappresentare le chiavi per comprendere quali siano le scelte migliori da compiere per garantirci un ambiente domestico salubre.

Ne parliamo in dettaglio. Ecco cosa fare.

Quando sei alle prese con la disposizione degli spazi interni scegli un buon interior designer

Che sia almeno una persona che abbia conseguito degli studi di formazione. Diciamo così, perché anche in questo ambito abbondano le persone che si autoproclamano a esperti senza realmente esserlo.

Spendere denaro inutilmente, ritrovarti con una casa scomoda, non pensata realmente sulla base delle tue esigenze e, facilmente, incapace di impattare sulla tua percezione positivamente.

Già, perché un buon arredatore deve riflettere sui materiali (conoscere il design biofilico lo aiuterà a selezionare quelli più naturali, atossici e durevoli), su come le forme vengono penalizzate o premiate dai colori e dall’illuminazione (alcune scelte creano ambienti claustrofobici e fanno sembrare gli spazi interni della casa più piccoli).

Inoltre, un buon interior designer deve scegliere l’arredamento tenendo in considerazione anche aspetti come la presenza di animali domestici o bambini piccoli.

A seconda della complessità e delle esigenze del singolo progetto abitativo, potrebbe essere necessaria la collaborazione tra più esperti.

Considera inoltre che anche il lightining designer ricopre un ruolo di primaria importanza

Come dicevamo, il lightining designer andrebbe sempre consultato quando si organizzano gli spazi interni di una casa.

Non si tratta di un lusso, ma di una scelta ragionevole su più fronti: a beneficiare di una illuminazione corretta e regolabile c’è sia la salute e il benessere degli abitanti della casa, sia il pianeta.

I primi perché la luce influenza direttamente la produzione della melatonina, ovvero dell’ormone del sonno. Se si abita in una casa male illuminata sarà complicato concentrarsi e portare a compimento le attività come il lavoro e lo studio.

Di contro, una casa eccessivamente luminosa, può far diminuire la naturale produzione della melatonina fino a creare disagi come insonnia, nervosismo e mal di testa. Non c’è da scherzarci!

Il secondo, cioè il pianeta, beneficia di un buon sistema di illuminazione degli spazi interni perché, nelle loro versioni più avanzate, vengono gestiti da sistemi domotici di intelligenza artificiale che limitano sprechi e consumi.

Edifici salubri ad Altamura e Matera, dove trovarli

scegliere una casa

Come abbiamo visto, il tema dell’organizzazione degli spazi interni è intrinsecamente connesso a quello dei 7 criteri di salubrità: persino fattori controintuitivi come la presenza della tecnologia domotica, in realtà vanno a incidere.

Questo succede perché la casa è come un organismo composto da tanti fattori tutti interconnessi tra di loro: l’architettura, l’arredamento, l’illuminazione e così avanti.

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Edil Pepe